Incendio al municipio distrugge l’archivio. Ignote le cause.

Giovedì 31 marzo 2016. Nonostante il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco un incendio ha totalmente distrutto l’archivio degli uffici comunali di San Pietro di Caridà.

Impegnate le squadre dei Vigili del Fuoco di Polistena e Palmi, con dieci uomini e tre mezzi, che hanno provveduto immediatamente ad evacuare i dipendenti impauriti e presenti ai piani superiori del palazzo comunale. L’incendio, le cui cause sono in corso di accertamento, si è sviluppato tra i faldoni posizionati sugli scaffali metallici, distruggendo, rapidamente, tutto il locale. Nessun danno alla struttura dell’immobile.

Da strill.it (foto ANSA)

Quello che rimane dell’archivio

Dichiarazione di Nicola Irto, presidente del consiglio regionale: “Esprimo vicinanza al sindaco di San Pietro di Carida’, Mario Masso, dopo l’incendio che si e’ verificato nella sede municipale di questo centro della provincia di Reggio Calabria. Il rogo, divampato nel seminterrato dell’edificio che ospita gli uffici, ha cagionato un consistente danno, con la distruzione di una parte dell’archivio. Auspico che le forze dell’ordine accertino nel piu’ breve tempo possibile le cause dell’incendio che, se fosse doloso, costituirebbe un grave attacco all’amministrazione Masso e a tutto l’ente comunale, gia’ nel passato al centro di episodi di natura criminosa come furti e danneggiamenti. All’intera comunita’ di San Pietro di Carida’ rivolgo la solidarieta’ del consiglio regionale della Calabria. Sentimenti di vicinanza che, analogamente, intendo rivolgere al sindaco di Zaccanopoli, Pasquale Caparra, proprietario di un casolare che e’ stato dato alle fiamme da ignoti malviventi. Un episodio inquietante, uno dei tanti che con cadenza ormai quotidiana vengono commessi ai danni degli amministratori locali della nostra regione, al centro di un’escalation criminale che condanniamo e che va repressa con fermezza dallo Stato”.

Dichiarazione di Arturo Bova, presidente della commissione speciale Antindrangheta: “Un bollettino di guerra che fa tremare la Calabria, perché ormai a essere colpite, attraverso gravi intimidazioni e gesti proditorii, non sono più solo le persone fisiche bensì anche i simboli delle varie comunità. È il caso dell’ultimo attentato incendiario, solo in ordine di tempo, perpetuato ai danni dell’archivio comunale del piccolo centro reggino di San Pietro Caridà. Mi sento umanamente e istituzionalmente molto vicino alle decine di amministratori locali esposti in prima linea nella difficile lotta contro la criminalità organizzata. C’è infatti chi non si piega di fronte all’arroganza delle mafie, quotidianamente combattute anche da magistratura e forze dell’ordine. Ecco perché mi aspetto un deciso passo in avanti della nuova classe politica, che deve spazzare via quella cosiddetta zona grigia in cui allignano intrecci perversi in nome del potere e degli affari illeciti”.

Il sindaco Mario Masso, che non sa spiegarsi l’accaduto, ha commentato: «L’unica cosa che posso pensare è che facendo rispettare le regole, facendo pagare i tributi a tutti, forse stiamo pestando i piedi a qualcuno». Nei mesi passati pare il palazzo municipale fosse già stato oggetto di atti vandalici, tra cui il danneggiamento delle linee telefoniche, di diversi pc e il furto di varie carte d’identità.

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